martedì 12 dicembre 2017

Cara Santa Lucia

Cara Santa Lucia,
abbiamo un problema. Anche quest'anno non sono stata punto buona. Non che sia stata coi piedi per aria, questo no - e mi son testimoni queste scarpacce scalcagnate.... va bè, okey non sono scalcagnate è che se c'è una scusa per comprarsi un paio di scarpe, sai com'è ... e tu asino non fare quel musino d'angelo che anche tu hai i tuoi vizietti!
Comunque, non che sia stata coi piedi per aria, ma c'è questa superbia che insomma... Perchè vedi, Santa Lucia cara, a star a guardare il mondo dalla finestra è facile pensare che si potrebbe far meglio, e quando invece sei tu in campo a trafficare è facile altrettanto dirsi che se la ciambella non riesce col buco è colpa di tutti quegli intoppi e inganni che la sorte ti riserva.
No asino, non c'è nessuna ciambella, è una metafora, hai capito?
Ah scusa, avevi capito? Ci sei andato anche tu a scuola? Ma va'.... No no scusa asinello scherzavo, è che ti pensavo sempre dietro la lavagna... ah, dietro la lavagna la lezione di sente benissimo? Beh si ci credo con quelle belle orecchie lunghe... Va bè, andiamo avanti eh?!
Comunque, con la suberbia, cammina cammina, ma passi avanti pochi e a ben vedere non è che con la gola e con l'accidia e via discorrendo sia andata molto meglio.
No Asino, non ci entro nei particolari, che questa è una letterina, mica l'esame di coscienza (si si dopo ti racconto, col bicchiere della staffa )
Quel che volevo dire, comunque, è che non sono stata punto buona ma avrei dei desideri. (E va bè, Asino io ci provo...)
Ecco io vorrei ... una bella nuvola di farina bianca e leggera, come la neve che mi piace tanto, e qualche uovo giallo, nato ben prima delle galline, in un bel pollaio di vivace chiacchiericcio, e zucchero croccante, come piedi nudi sulle scale, di notte, e un cucchiaio di legno col manico storto e levigato da tante mescolate gioiose e furibonde. E con questi doni io ci vorrei fare una ciambella senza buco ed esserne felice.
Venite ad assaggiarla stanotte? Sarà una notte lunga e voi sarete stanchi, che io lo so che un po' brontolando un po' ridendo arrivereste fino... fino.. a San Martino Sinzano, pur di fare arrivare la magia a chiudere gli occhi con un bacio alla superbia & c.

sabato 2 dicembre 2017

Effetti collaterali

- Toc Toc  -
- Chi è? -
- Sono ... coff coff ....  Cappuccetto Rosso -
- Eh?! Chi è??! -
- Sono Cappuccetto Rosso ... eeetci -
- Ma che voce roca che hai ...  -
- E' per spaventarti .. coff...  meglio ... -
- Ah bè, entra dai - (aprendo la porta)
...
- Ohhh ma che occhi rossi che hai ... -
- Eh  ... cofff ... per guardarti fin dentro a quella testa vuota ... coff coff ...
- Uhhh che brutta tosse ... -
- Oh Lupo, andiamo avanti ancora molto? Ho un raffreddore della miseria, lo vuoi capire o no?! -
- Siamo un po' permalosetti eh? Sei venuta a cercar guai? .. entra entra... - (sfregandosi le mani)
- Sto sulla porta grazie. Etciu. Senti ho bisogno di un favore, c'è la mia nonna che aspetta le frittelle...-
-Prendile su Amazon no? Amazon Prime consegna in un giorno, pagamento paypal...-
-Mi prendi in giro? Ti pare che a mia nonna vadano bene le frittelle di Amazon? Già se la mamma non usa le uova bio e non mescola dieci volte a destra tre a sinistra e fa la giravolta....-
-Eh lo so, è esigente lei col mangime....yum... è per quello che è così buona...- (sognante)
-Lupo!!! Cofff coff-
-Ma no, cosa hai capito? Buona d'animo dicevo, una cara vecchina dal cuore d'oro...E comunque non ti agitare che ti viene la tosse.-
-Ecco appunto io non ce la faccio ad arrivare fin là, ho le ossa rotte i brividi...-
-Oh, povera cara...- (furbescamente) - entra entra a riposare e dammi quel cestino che ci pensa il tuo caro lupino...-
-No no Lupo,io chiedevo se potevi mandare uno di quei tuoi sette amici laboriosi e piccolini, o quel gatto tanto veloce, o...-
Ma il Lupo era già corso via, cestino al braccio e gambe in spalle.
-Oh...cielo...cos'ho combinato....coff coff ...me tapina, non ne faccio una giusta... cofff ... Aiuto che stanchezza, che mal di testa, non mi reggono più le gambe...Ecco, mi corichero' qui un momento a riposare e poi...yawn... però che letto comodo questo Lupo...-
.....
.....
-Toc toc-
-Chi è?-
- Sono la Nonna. Vieni subito fuori o entro io. Dove è finita Cappuccetto Rosso?! l'aspetto da ore e sicuramente tu....-
-Nonnina, sono io...coff coff.. Cappuccetto Rosso-
-Seee, con quella voce...chi credi di fregare? Non sono mica rimbambita sai?! Screanzato!-
Ed entra.
-Nonna...coooffff..coff... sono io non vedi?!-
-Con quegli occhiacci rossi? In confronto il cappuccio è rosa cipria.... Ora prendo un bel coltello e ...zac...-
-Luuupoooo aiutooo...coff coff....torna indietro....-
(continua.forse)

martedì 24 ottobre 2017

Quando il cielo

C'è sempre una ragione quando il cielo è così immensamente azzurro. Quando il sole è ferma carezza sulla testa, tepore di panna montata. 
C'è sempre una ragione, quando il cielo ci spennella d'oro, quando cosparge le pieghe del cuore di zucchero a velo. 
C'è sempre. 


domenica 10 settembre 2017

Corrono le nuvole  e le stagioni, corrono le ruote e i pensieri. Ma le stelle quelle no. Restano ferme nel buio, infallibili boe. E per fare buio- lo sai? -  basta che le ciglia si abbraccino.

martedì 22 agosto 2017

Riccioli di matita

Riccioli di matita temperata come le gonne a campana delle bambine d’estate. Abbandonate sulle sedie, sui cassettoni alti, sui pavimenti di maiolica delle case al mare, fra sandali e ciabatte, e un frusciante scalpicciare di piedi abbronzati.

Ho camminato, ho ballato, ho nuotato. Il vento ha riempito le tende, le lacrime gli occhi, semplicemente baci mi hanno chiuso la bocca. Mi lisciano le estati, mi asciugano.

Più corta, più sottile, appuntita dagli anni che passano, mi sento matita fina. Le parole come conchiglie, nella bassa marea. 

martedì 18 luglio 2017

Andar per monti

Io e mia sorella in montagna ci dividevamo equamente i genitori.  La terza sorella proprio da quelle montagne, dice la leggenda familiare, di lì a poco sarebbe arrivata, con la sua consueta ventata di novità e rivoluzione. Ma a quel tempo due bambine e due genitori eravamo, ad avventurarci sui sentieri, e la composizione delle squadre era prevedibilmente bilanciata.

Due davanti e due dietro, sul sentiero. Mia sorella per mano alla mamma, nota dispensatrice di generi di conforto simbolici e sostanziali, ed io avanti trotterellando fiera accanto al papà. Poi la sosta per il pic nic. Mia sorella con la testa fra le ginocchia – e i profumati involti – della mamma, io a cercar tane di marmotte fuori dal sentiero o mettere il naso nei rifugi a caccia di un caffè con il papà. 

Mi piace pensare che sia per questo che ho sviluppato con mia padre la complicità della trasgressione adulta, lo strizzarsi d’occhio di chi quatto quatto esce dal perimetro delle gonne materne e va in esplorazione. Che sia la vetta del Puez, un lavoro indipendente o l’ennesimo caffè. Cosa ci sarà dopo la curva? Chissà... Andiamo? Andiamo. 

Ma invariabilmente, quando si avvicinava il momento di salire in seggiovia o di affrontare un passaggio critico sulle rocce,  la vocina squillante della sorellina piccola sparigliava le carte: io sto col papà. Li vedevamo salire e prendere il volo e c’era sempre quello sguardo fra me e mia madre, mentre la seggiovia girava intorno alla ruota e noi iniziavamo a piegare le ginocchia. Siamo io e te. Pronta? Via.


Mi piace pensare che sia per questo che ho sviluppato con mia madre la complicità del coraggio, del ce la facciamo da sole. Che sia all’inizio di un viaggio, nella camera di un ospedale o di fronte alla ricetta del souffle. Hai paura? Sì. Anche io, andiamo. 


martedì 23 maggio 2017

Ho sentito leggere Tagore in sanscrito

Ho sentito leggere Tagore in sanscrito e mi sono resa conto che qualche volta il significato delle parole non è ciò che serve, per capire. Qualche volta è semplicemente il rimbalzare dei suoni sulla pelle. Lo spessore del silenzio, e della carta sotto le dita. Il mistero di un disegno, il sentiero delle dita quando passano fra i capelli. Il colore del vento che attraversa il cielo. Zia tu ci credi alla magia? Io sì, anzi non è che ci credo, lo so. Ah sì? E per esempio cos'è una magia? Per esempio è quello che sento quando ti abbraccio.